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Giovanni Brino, Giovanni Maria Lupo
La Cavallerizza
Stato di conservazione e proposta di manutenzione straordinaria
anno di pubblicazione 2018

cartaceo 160 pp

9788867891443 18,00 €
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pdf 5.7 MB

9788867891399 6,99 €
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La Cavallerizza è un complesso edilizio che appartiene alla Zona di Comando di Torino (patrimonio dell’UNESCO), pensata quale autonomo pezzo di città, a partire dal XVII secolo, la cui facies è il risultato degli interventi edilizi di Benedetto Alfieri negli anni centrali del Settecento. L’area della Cavallerizza, una sorta di città nella città, con edifici rettilinei e cortili quadrangolari, ha subìto un processo di stratificazione plurisecolare, avvenuto attraverso successive trasformazioni che hanno innescato una continuità di usi compatibili e di tutela, che si sono interrotti a partire dal secondo dopoguerra.
Della Cavallerizza si documenta qui l’importanza storica (con un’indagine a cura di Giovanni Maria Lupo) e architettonica, ma anche la fragilità, individuandone quale parte nodale il settecentesco Maneggio di Benedetto Alfieri che dà il nome all’adiacente e articolato complesso edilizio, voluto dalla corte sabauda per consentire le evoluzioni ippiche e la gestione dei cavalli.
L’indagine strutturale del Maneggio alfieriano e delle due scale a esso adiacenti (la scala a tenaglia e la scala a sbalzo), curata da Giovanni Brino, fa emergere criticità statiche che impongono di avviarne al più presto un’operazione di manutenzione straordinaria in grado di assicurarne conservazione e tutela, nonché di offrire opportunità professionali e occupazionali.

Cavallerizza. Un bene comune non comune
di Guido Montanari

Prefazione
di Clara Bertolini Cestari

Per la Cavallerizza Reale: riferimento storico, recupero e riuso, tipo di committenza

Introduzione storica
Presentazione del lavoro

La Scala a tenaglia
– Premessa
– Risultati dei saggi
– Valutazione della situazione ai fini della sicurezza
– Descrizione della Scala a tenaglia
– Conclusioni

La Scala a sbalzo
– Premessa
– Critica all’intervento di sostegno dell’“imbottitura”
– Descrizione della scala e dei suoi “artifizi” p. 59

Il Maneggio
– Premessa
– Elenco delle lesioni principali presenti nel Maneggio
– Calcolo dei pesi della copertura scaricati sui pilastri
– Impatto delle strutture allestite dal Teatro Stabile
– La “scialbatura” delle facciate
– Gli interventi funzionali previsti
– La “bussola vetrata”, il “tunnel vetrato” e le scalette di accesso ai palchi
– La localizzazione dei servizi igienico sanitari e il loro accesso mediante la Scala a sbalzo e l’ascensore

Il Sottotetto del Maneggio
– Premessa
– Localizzazione e dimensioni delle capriate del Sottotetto
– La tipologia delle capriate, lo stato di conservazione e gli “artifizi” adottati per risolvere le anomalie

– Capriata n. 1
– Capriata n. 2
– Capriata n. 3
– Capriata n. 4
– Capriata n. 5
– Capriata n. 6
– Capriata n. 7
– Capriata n. 8
– Capriata n. 9
– Sintesi dello stato di conservazione delle strutture e degli artifizi adottati nel Sottotetto
– Sistema di rinforzo proposto per le lesioni citate nei punti 1-4
– Sistema di rinforzo proposto per le lesioni citate nel punto 5
– Sistema di rinforzo proposto per le lesioni citati nel punto 6
– Sistema di rinforzo proposto per le lesioni citate nel punto 7

Conclusionie

Visitabilità del Sottotetto del Maneggio

Giovanni Brino si è laureato in architettura nel 1960 al Politecnico di Torino, con Carlo Mollino, di cui ha salvato l’archivio nel 1973. È stato Professore Associato alla Facoltà di Architettura di Torino dal 1970 al 2008. Nel 1972-73 è stato all’Università di California a Los Angeles (UCLA) con una borsa di ricerca Fulbright-Hays. Nel 1984-1995 ha tenuto corsi di restauro al SCI.ARC. di Los Angeles nella sede Europea in Svizzera e svolto seminari alla Curtin University of Technology di Perth (Australia) e in molte altre università in Italia, Francia, Svizzera e Inghilterra. Iscritto all’Ordine degli Architetti dal 1962, ha realizzato il Piano colore di Torino nel 1978 (attualmente in vigore), quello di Marsiglia e di molti altri centri in Italia, Francia e Svizzera. Ha restaurato la “Casa Antonelli” a Torino (1967-1970), progettato il “Tecnopalace”, un edificio con 400 pannelli solari inseriti nella copertura a shed (1983-1985); restaurato la “Capanna Lago Nero” di Sauze d’Oulx, opera di Carlo Mollino, in collaborazione con G. Rajneri (1999-2005), il “Comprensorio Tecnico della Metropolitana Torinese”, in collaborazione con T.Muirhead (2001-2003), la “Stazione di Porta Nuova” a Torino (2015-2016) ecc. ed è stato consulente della Città di Marsiglia per il restauro delle facciate (1988-2005 e del Ministero della Cultura Francese per i restauri della Villa Medici a Roma (1988-1991. Ha pubblicato saggi, organizzato mostre e tenuto conferenze sul colore, sull’architettura, sull’urbanistica e sull’“agricoltura in città”. Ha collaborato con le maggiori riviste nazionali e internazionali di architettura.Dal 1982 al 2019 ha organizzato e diretto i 93 corsi di formazione professionale in Italia, Francia, Svizzera, Algeria e Australia, nel campo del restauro architettonico, strutturale e pittorico, descritti nella presente pubblicazione.


Giovanni Maria Lupo, già professore ordinario di Storia dell’Architettura presso il Politecnico di Torino, è stato curatore degli archivi storici del medesimo ateneo. Consulente (1992) con V. Comoli e M. Viglino, per le aree urbane non centrali del PRGC di Torino, è autore di volumi, saggi, relazioni a congressi, curatele. Tra i suoi studi si segnala l’indagine sistematica decennale sui progetti edilizi presentati a Torino dal 1780 al 1946 e conservati presso l’Archivio Storico della Città di Torino e l’Archivio Edilizio del Comune di Torino.