Emilia Garda, Guido Montanari
L'eredità del moderno
Architettura a Torino 1918-1968
anno di pubblicazione 2013

cartaceo 84 pp

9788876619946 15,00 €
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Un ricco apparato iconografico e schede descrittive illustrano le architetture di Torino, nel periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale fino alla soglia della rivoluzione culturale degli anni Sessanta del Novecento: è così possibile rintracciare un filo conduttore che lega le innovazioni del Movimento Moderno ai più recenti, e anche controversi, sviluppi degli anni del “boom economico“. Negli anni Venti Torino, con Roma e Milano, è uno dei luoghi di incubazione e di diffusione del razionalismo. Critici come Edoardo Persico e architetti come Giuseppe Pagano e Alberto Sartoris, riuniti nella cerchia di intellettuali e di artisti promossa dall’industriale Riccardo Gualino, danno vita a una stagione di studi e di sperimentazioni che ha riscontro in un rinnovamento del gusto fondato su una visione globale dell’arte, in grado di influenzare il disegno urbanistico, l’architettura e gli oggetti della vita quotidiana.
L’eredità materiale di questa stagione di pensiero testimonia soprattutto l’impegno assunto dagli architetti nella costruzione della città in rapporto ai temi sociali. Molte di queste elaborazioni progettuali trovano la loro effettiva realizzazione e la loro ragione costruttiva solo nel secondo dopoguerra, periodo che, spesso letto come momento di decadenza formale e tipologica, contiene in realtà non pochi elementi di qualità progettuale e costruttiva.
La scelta di non usare foto d’epoca, ma di leggere queste architetture con lo sguardo di oggi intende sollecitare una nuova attenzione sui loro aspetti inesplorati e sulla loro attualità. 

Presentazione

Architettura e fotografia: come scoprire il Moderno a Torino
Riccardo Bedrone

L’eredità del moderno

Architettura a torino 1918-1938

Architettura a torino 1948-1968

La faccia(ta) dell’architettura
Roberto Albano

Nota bibliografica

Emilia Garda, architetto, PhD in Ingegneria Edile, specialista presso l’Institut Français d’Architecture de Paris, ricercatore in Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico di Torino. È autore di numerosi saggi e monografie in tema d’interpretazione e conservazione delle opere del Movimento Moderno, con particolare attenzione all’uso dei materiali e agli interni. È presidente di Do.Co.Mo.Mo Italia – Sezione Piemonte.


Guido Montanari è architetto, Ph.D. in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, docente di storia dell’architettura presso il Politecnico di Torino. Ha condotto studi sull’architettura e sulla città dell’Ottocento e del Novecento, con particolare riferimento al dibattito su tradizione e modernità, sulla conservazione del patrimonio contemporaneo e sui temi del paesaggio. Per i tipi di Celid ha pubblicato La storia per il progetto. Dibattito critico e metodologia della ricerca (1999) e Giuseppe Momo ingegnere architetto. La ricerca di una nuova tradizione tra Torino e Roma (2000).