Gianni Contessi
Torino controcanto
Saggio sulla Lettera di Paolo Fossati all’amico collezionista, 1993
anno di pubblicazione 2020

cartaceo 64 pp

9788867891801 12,00 €
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Testo di perplessa e, al solito, risentita intelligenza, la Lettera all’amico collezionista, pubblicata quale contributo critico nel catalogo della mostra “Un’avventura internazionale. Torino e le arti 1950-1970” allestita nel Castello di Rivoli nel 1993, è lavoro singolare fra quelli che precedono la morte di Paolo Fossati (1938-1998). Si tratta di un breve ma denso saggio, che il grande critico e storico torinese dell’arte, e soprattutto della critica, indirizza all’amico Sante Prevarin. È lì che Fossati delinea un quadro degli accadimenti secondo un punto di vista dissidente rispetto a quello di due dei tre curatori dell’esposizione, il terzo essendo, paradossalmente lo stesso Fossati.
Con sottigliezze dialettiche, ragionamenti ellittici, allusioni colte, filologismi ironici e garbate provocazioni da vero saggista lo studioso, avvalendosi altresì del suo vastissimo e incrociato retroterra culturale, sostanziato da ampie frequentazioni letterarie, da un ruolo dirigenziale nella Casa editrice Einaudi e da un’attività didattica svolta in vari atenei, affianca, ponendo dubbi e interrogazioni, l’intero impianto della mostra e, per conseguenza, anche quello del cospicuo catalogo, ricco di trattazioni articolate.
Ne risulta uno degli scritti più lucidi, ma anche sfuggenti di Fossati, un testo di singolare fascino che rintraccia frammenti anche noti delle vicende artistiche torinesi del secondo Novecento per ricomporli secondo schemi e traiettorie altri, imprevedibili, pure. Tutto ciò nella prospettiva della ricostruzione possibile di un capitolo decisivo dell’arte, questa volta italiana, transitata nell’antica capitale, anche esercitando uno sguardo lungo, ben oltre i confini del Theatrum Sabaudiae.

Introduzione

Saggio sulla Lettera di Paolo Fossati all’amico collezionista, 1993

Paolo Fossati
Un’avventura internazionale. Torino e le arti. 1950-1970

Appendice iconografica

Gianni Contessi (Trieste, 1945) è professore ordinario fuori ruolo di Storia dell’arte contemporanea nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino. Ha insegnato altresì nell’Accademia di Brera del cui patrimonio librario e grafico è stato conservatore negli anni 1990, nell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), nell’Università di Udine e nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
È autore dei seguenti volumi: Lo sguardo reticente. Vittorio Sereni critico d’arte (2016); Sulle tracce della metropoli. Testi e scenari 1895-1930 (2006); Vite al limite. Giorgio Morandi, Aldo Rossi, Mark Rothko (2004); Écritures dessinées: art et architecture de Piranèse à Ruskin (2002); Scritture disegnate: arte, architettura e didattica da Piranesi a Ruskin (2000); Il Saggio, l’architettura e le arti (1997); Il Luogo dell’immagine. Scrittori, architetture, città, paesaggi (1989); Architetti-pittori e pittori-architetti, da Giotto all’età contemporanea (1985); Umberto Nordio: architettura a Trieste 1926-1943 (1981).
Ha inoltre curato l’edizione di libri di: Le Corbusier, Fernand Léger, Giulia Veronesi, Vittorio Sereni, Paolo Fossati, André Reszler, Julius von Schlosser.